bed & breakfast, camera singola, doppia, matrimoniale, colazione, servizio navetta, tour guidato con sede in Napoli

Cosa Visitare

Dal B&B “L’Olimpo degli Dei” è possibile raggiungere, in pochi minuti, tutti gli altri monumenti, chiese e i siti importanti della città. Da qui si ha tutto a portata di mano, sia la Napoli “antica” con le sue chiese, strade famose quali Spaccanapoli, che divide la città in due (la cui visuale si perde fino a Castel Sant Elmo), Via S. Gregorio Armeno, la celebre strada degli artigiani del presepe (famosa in tutto il mondo per le innumerevoli botteghe dedicate all’arte presepiale aperta tutto l’anno), che la Napoli “nuova” con i suoi negozi lussuosi ed i locali alla moda. Dal vicino Molo Beverello partono continuamente i collegamenti con le isole campane di Capri, Ischia e Procida e, nel periodo estivo, anche con la penisola Sorrentina, le isole Eolie e le Isole Pontine.

Il B&B L’olimpo degli Dei si trova altresì a pochi passi dalla stazione Metro “Università” (Piazza Bovio), “Municipio”, “Toledo” che collegano questa zona della città alla stazione Centrale di Napoli nonché dalla stazione della Funicolare di Piazza Augusteo e dalla stazione della Cumana che collegano rispettivamente il centro della città con il Vomero e la periferia di Napoli.

“L’Olimpo degli Dei” è dunque vicino a (raggiungibile a piedi in pochissimi minuti) - da una parte: Piazza del Gesù Nuovo con la sua maestosa Chiesa, Complesso Monumentale della Chiesa di S. Chiara con il suo famoso chiostro maiolicato ed il campanile, Via Benedetto Croce dove è vissuto il celebre filosofo, storico e scrittore Benedetto Croce, Piazza San Domenico Maggiore con la Sua Basilica e dove si trova l’antica Pasticceria Scaturchio, una vera istituzione nell’arte dolciaria e Mecca per i buongustai e gli amanti della tradizione, di li a pochi passi la Cappella S. Severo dove è possibile vedere “il Cristo velato” una delle opere più affascinanti e misteriose della città, Piazzetta Nilo dove inizia la via maestra dei pastori Via S. Biagio dei Librai e Via S. Gregorio Armeno fino ad arrivare a Piazza S. Gaetano dove è possibile visitare Napoli Sotterranea; - dall’altra parte sempre raggiungibile a piedi in pochissimi minuti: Via Medina, Piazza Municipio con il Castel Nuovo meglio noto con il nome di Maschio Angioino uno dei simboli della città di Napoli, il Porto di Napoli dove è possibile imbarcarsi per visitare le Isole di Capri, Ischia, Procida e la costiera Amalfitana con Positano, Amalfi e Sorrento e per le navi da crociera, lo stazionamento degli autobus che collegano Napoli con i siti archeologici di Pompei ed Ercolano, di li a pochi passi è possibile raggiungere il Palazzo Reale, il Teatro S. Carlo e la Galleria Umberto I, Piazza Plebiscito dove, per gli amanti dello shopping, è possibile incamminarsi su Via Toledo, Via Chiaia fino ad arrivare alla zona più elegante di Napoli con Piazza Dei Martiri, Via Dei Mille e Via Calabritto (dove uno accanto all’altro vi sono i negozi delle grandi firme).


Museo Archeologico

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, uno dei primi costituiti in Europa in un monumentale palazzo seicentesco tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, può vantare il più ricco e pregevole patrimonio di opere d’arte e manufatti di interesse archeologico in Italia. In esso sono esposti oltre tremila oggetti di valore esemplare in varie sezioni tematiche e conservati centinaia di migliaia di reperti databili dall’età preistorica alla tarda antichità,sia provenienti da vari siti antichi del Meridione, sia dall’acquisizione di rilevanti raccolte antiquarie.





Palazzo Reale

La fondazione del Palazzo Reale di Napoli risale ai primi del 1600, quando i Viceré spagnoli di Napoli decisero di costruire, per sé e per i soggiorni del Re di Spagna, una residenza spaziosa e confortevole, ben diversa quindi, dai castelli fortificati nei quali avevano vissuto i Re angioini ed aragonesi. Il luogo prescelto si trovava accanto a Castel Nuovo, alla fine di via Toledo, verso il nuovo quartiere residenziale di Chiaia, a sud-ovest della città antica.






Museo del Tesoro di San Gennaro

Antichi documenti, oggetti preziosi, argenti, gioielli, dipinti di inestimabile valore, facenti parte del Tesoro di San Gennaro che, nel corso dei secoli, sovrani, papi, uomini illustri o persone comuni hanno donato per devozione al Santo, hanno trovato e troveranno in questa sede una propria collocazione. Audioguide comprese nel costo del biglietto. Il Museo del tesoro di San Gennaro ha inoltre stipulato convenzioni con le quali, acquistando un biglietto unico integrato , è possibile visitare anche la Quadreria del Pio Monte di Misericordia, gli Scavi archeologici del Duomo, la basilica di Santa Restituta e l'abside angioino del Duomo .














Cappella Museo di San Severo

Per comprendere il messaggio storico - artistico, spirituale, filosofico della Cappella Sansevero è necessario conoscere la vicenda biografica del suo mecenate, Raimondo de Sangro principe di Sansevero. La figura di Raimondo de Sangro è stata caratterizzata da una fervida attività di studio e sperimentazione nell'ambito delle scienze naturali e dell'alchimia. All'interno della Cappella si trovano i capolavori: Cristo velato, La Pudicizia, Il disinganno .







Castel Capuano

Fondato nella seconda metà del XII secolo dai principi Normanni, il Castello prese il nome dalla vicina Porta Capuana. Secondo alcune fonti antiche (Capasso) già doveva esistere in quel luogo una fortezza dell’epoca del ducato bizantino, che fu poi restaurata ed ingrandita dal re normanno Guglielmo I detto il Malo.
Nel 1231 il castello fu ampliato da Federico II di Svevia e svolse il ruolo di residenza reale anche dopo la costruzione del Castel Nuovo .











Castel dell'Ovo

Il Castel dell'Ovo, dopo il Castel Capuano è il più antico della città di Napoli ed è uno degli elementi che spiccano maggiormente nel celebre panorama del Golfo. Il suo nome deriva da un'antica leggenda secondo la quale il poeta latino Virgilio - che nel medioevo era considerato anche un mago - nascose nelle segrete dell'edificio un uovo che mantenesse in piedi l'intera fortezza. La sua rottura avrebbe provocato non solo il crollo del castello, ma anche una serie di rovinose catastrofi alla città di Napoli .







Castel Nuovo

Il Castello, fondato da Carlo I d’Angiò, tra il 1279 ed il 1282, fu detto “Nuovo” per distinguerlo dai castelli più antichi già esistenti in città, Castel dell’Ovo e Castel Capuano. È conosciuto anche come Maschio Angioino, dal nome dei sovrani francesi. Della originaria struttura, resta un gioiello dell’architettura medioevale: la cappella Palatina, intitolata a Santa Barbara. Danneggiato in modo irrimediabile nella prima metà del ‘400, durante gli scontri per il dominio del Regno, di cui fu teatro, fu quasi interamente ricostruito da Alfonso I d’Aragona, nelle forme in cui ancora oggi si ammira .





Napoli Sotteranea

A quaranta metri di profondità sotto le vocianti e caratteristiche vie del centro storico di Napoli, si trova un mondo a parte, per molto ancora inesplorato, isolato nella sua quiete millenaria eppure strettamente collegato con la città. E' il grembo di Napoli, da cui essa stessa è nata. Visitarlo significa compiere un viaggio nel tempo lungo duemila e quattrocento anni.Ogni epoca, dalla fondazione della Neapolis alle bombe della seconda guerra mondiale, ha lasciato traccia sulle mura di tufo giallo, pietra con cui la città è costruita .






Museo di San Martino

La Certosa di San Martino si è arricchita nel corso dei secoli di un patrimonio artistico, storico e architettonico di assoluto prestigio, fra marmi e stucchi, affreschi e dipinti, sculture e preziosi arredi. La Repubblica Napoletana del 1799 cambiò il suo destino: i frati accusati di simpatie repubblicane, furono allontanati dal monastero, che dopo alterne vicende, all’indomani dell’Unità d’Italia, fu definitivamente soppresso .







Castel Sant'Elmo

Le prime notizie del sito risalgono al 1275 e sono legate ad una residenza fortificata, chiamata Belforte, a pianta quadrata, circondata da mura e con due torri ai lati dell'ingresso. Nel 1329 Roberto d'Angiò decide di ampliare il sito dando l'incarico all'architetto Tino da Camaino, autore della vicina Certosa di San Martino. Il forte angioino, danneggiato dal terremoto del 1456, è stato oggetto di un intervento di ripristino da parte degli aragonesi all'interno di un più ampio progetto di fortificazione delle mura cittadine. Tra il 1537 e il 1547, il castello assume l'attuale configuarazione con l'impianto stellare a sei punte .






Museo di Capodimonte

Il 5 maggio 1957 vennero aperti al pubblico, nell’antica Reggia borbonica, il Museo e le Gallerie Nazionali di Capodimonte, rinnovata sede delle raccolte di arte medievale e moderna, trasferite dal Museo Nazionale di Napoli. L’insieme dei materiali artistici qui sistemati era costituito da gran parte della celebre collezione di Casa Farnese, giunta a Napoli da Parma, Piacenza e Roma alla metà del ‘700, con l’aggiunta delle raccolte borboniche formate tra Sette e Ottocento, dei dipinti incamerati con le soppressioni monastiche o trasferiti da chiese cittadine e da acquisti o donazioni di età postunitaria .







Scavi di Pompei

Gli scavi ebbero inizio nel 1748, durante il regno di Carlo di Borbone, Re delle Due Sicilie, con l'intento prevalente di conferire prestigio alla casa reale.Si procedette in modo discontinuo e in punti diversi dell'area, che solo dopo qualche anno fu identificata come Pompei, Furono così riportati alla luce parte della necropoli fuori porta Ercolano, il tempio di Iside, parte del quartiere dei teatri.L'occupazione francese, all'inizio del 1800, vide un incremento degli scavi, che venne poi spegnendosi con il ritorno dei Borbone. Grande eco suscitò la scoperta della casa del Fauno, con il mosaico raffigurante la battaglia di Alessandro .





Scavi di Ercolano

Gli scavi di Ercolano, dopo l'esplorazione per cunicoli nell'area del teatro (1710-11), iniziarono ufficialmente nel 1738 e proseguirono con la tecnica dei cunicoli sotterranei e dei pozzi di discesa e di areazione fino al 1828, quando furono autorizzati gli scavi "a cielo aperto", eseguiti fino al 1875. Dopo una lunghissima interruzione, i lavori furono ripresi nel 1927 da Amedeo Maiuri, che li condusse fino al 1958, ma già nel 1942 quasi tutta l'area che costituisce l'attuale parco archeologico era stata riportata alla luce .












Parco Nazionale del Vesuvio

Il 5 giugno 1995 nasce ufficialmente il Parco nazionale del Vesuvio, a tutela dell’unico complesso vulcanico continentale ancora attivo in Europa. Il Parco è situato in provincia di Napoli, si estende per 8.482 ettari sul territorio di 13 comuni: Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco e Trecase .








Città della Scienza

na grande novità per educare, emozionare, divertire, sorprendere.. Uno spazio da vivere tutto l'anno, un’occasione per tutti in cui l’agire ed il fare sono i principali strumenti dell’apprendimento .